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LA MUSICA RUSSALA MUSICA RUSSA

Danza e musica, grandi passioni dei russi. L’anima russa è profondamente musicale e la musica accompagna tutta la vita del popolo russo; è caratterizzata da una malinconia che contraddistingue tante canzoni dei popoli oppressi e che raccoglie i riflessi del paesaggio, delle steppe senza fine, dei grandi fiumi, delle foreste impenetrabili, delle paludi, delle desolate pianure nevose. È una terra ricca di voci sonore, particolarmente di bassi. C'è una sottile linea che lega le musiche composte in Russia e il modo di interpretarle in patria e altre forme d'arte di questo paese. Questo "collante" si ritrova nel concetto alla base di un aggettivo assolutamente calzante per l'arte russa e la Russia più in generale: struggente. Le emozioni forti à la rousse si elargiscono col contagocce, con lentezza, ma inesorabilmente, così, quasi senza accorgersene, ci si ritrova in una "valle di lacrime" con un tasso di tensione altissima e un "climax" emozionale che non si esaurisce in un attimo. Famosi in tutto il mondo i compositori russi XIX secolo, Tchaikovsky, Rachmaninov, Prokofiev, Shostakovich, la cui passione e profonda malinconia si riflette in modo così palpabile da riuscire a toccare i recessi più sensibili di chi ascolta.

E cosa c’è di meglio di un viaggio a San Pietroburgo per poter assistere ad un magico balletto di Chaikoski o ad un’ indimenticabile opera di Rimski-Korsakov? E non solo al Mariinski. I teatri che offrono spettacoli di qualità sono moltissimi: il teatro dell’Opera e del Balletto Mussorski, il teatro dell’Ermitage, la Filarmonica Shostakovich…

La Storia

Le radici della musica russa affondano nelle canzoni e nelle danze popolari, e nei canti della chiesa ortodossa. Le byliny, epiche canzoni popolari della Russia contadina, hanno tramandato la cultura e le leggende tradizionali celebrando eventi importanti come grandi battaglie o raccolti fortunati. La musica maggiormente codificata è stata accettata lentamente dalla società russa, dapprima come complemento ai servizi religiosi, poi per accompagnare cerimonie militari e di altro tipo, e solo alla fine come pure divertimento. MUSICA RUSSA
Il periodo più importante nella storia della musica russa va dagli anni intorno al 1860 al 1900. mentre i compositori (come i pittori e gli scrittori) lottavano per trovare un’identità nazionale, si formarono diverse scuole influenti da cui emersero alcuni dei più famosi maestri e delle più belle musiche russe. Il Gruppo dei Cinque – Mussorgskij, Rimskij-Korsakov, Borodin, Kjui e Balakirev – sosteneva che fosse necessario un cambiamento radicale e cercava temi nelle byliny e nella musica popolare. Il suo principale oppositore era la conservatrice Società Musicale Russa di Anton Rubinshtein, che nel 1861 divenne il conservatorio di San Pietroburgo, il primo della Russia.
Una via di mezzo fu tentata da Piotr Chaikovsky (1840-93), uno studente del conservatorio che amava il folklore e la musica tradizionali, ma seguiva anche i canoni dei compositori occidentali. Oggi Chaikovsky è universalmente considerato il padre della musica russa. Il grande compositore non amava San Pietroburgo, ma vi si recava spesso per ascoltare le molte esecuzioni che animavano la scena musicale della grande città.
Dimitri Shostakovich (1906-75) era invece lontanissimo dalle vie di mezzo, come si capisce dalle sue composizioni a volte cupe e dissonanti e a volte tradizionali e accessibili a tutti. Riteneva che musica e ideologia dovessero procedere di pari passo e infatti, a seconda dei periodi, la sua carriera venne sia lodata sia condannata dalle autorità sovietiche. Dopo la condanna ufficiale da parte di Stalin, la settima sinfonia – quella di Leningrado – gli portò onori e fama internazionale quando venne eseguita dalla Filarmonica di Leningrado durante l’assedio della città. Nel 1948 le autorità cambiarono di nuovo idea e misero al bando la sua musica antisovietica, per poi “riabilitarlo” dopo la morte di Stalin.
Igor Stravinskij passò circa 30 anni in America, ma nelle sue memorie afferma che la sua infanzia a San Pietroburgo ha avuto un effetto determinante sulla sua musica, come nel caso di Petrushka. Il governo sovietico lo considerava un ‘rinnegato politico e ideologico’, ma dopo la sua visita in Unione Sovietica nel 1962, durante la quale fu ricevuto da Crushev in persona, venne riabilitato.

BALLETTO RUSSOIl Balletto

La scuola di balletto russa, di chiara derivazione di quella francese, fu fondata nel 1738 a San Pietroburgo dal ballerino francese Jean-Baptiste Landé, cui si succedettero altri grandi coreografi e mâitres de ballet quali Charles Le Picq, Charles Didelot, Christian Johanssen, Jules Perrot, Arthur Saint-Léon e Marius Petipa.
Nel 1885, una famosa ballerina italiana, Virginia Zucchi, si esibì a San Pietroburgo creando immediatamente sensazione per la sua tecnica brillante ed energica, contrapposta alla eleganza delicata ed aggraziata tipicamente francese fino ad allora prevalente nei teatri russi. Altri ballerini italiani, fra cui Enrico Cecchetti, arrivarono in Russia e continuarono a stupire il pubblico locale con la loro allegra e divertente destrezza, con le loro piroette, giravolte e fouettés. I ballerini russi in breve tempo riuscirono ad imparare tutto quello che gli italiani avevano da insegnare, assimilandolo al loro sistema.
Ne consegue che la Scuola russa è uno sviluppo diretto sia della Scuola francese che di quella italiana.
Intorno al 1920, la ballerina ed insegnante Agrippina Vaganova riuscì a sviluppare un sistema di notazione della danza semplice e lineare, successivamente noto in tutto il mondo come metodo Vaganova, che divenne la base dell'intera scuola coreografica sovietica.

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