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CATTEDRALE DI KAZAN SAN PIETROBURGOCATTEDRALE DI KAZAN SAN PIETROBURGO

 

La piazza Kazan (Kazanskaja ploscad) è dominata dalla maestosa Cattedrale di Nostra Signora di Kazan (Kazanskij sobor) , voluta da Nicola I. È opera del Voronichin (uno dei maggiori architetti russi del neoclassicismo) che, per desiderio dello Zar, si ispirò alla Basilica di S. Pietro di Roma. Fu edificata fra il 1801 ed il 1811. Le 144 tozze colonne del porticato a semicerchio che abbraccia la piazza danno una impressione di semplicità e forza che si ripete anche all'interno, fra le 56 colonne di granito rosa e la possente cupola che, con la cuspide, raggiunge i 70 metri. Custodisce una delle icone più venerate dai Russi, quella della Madonna di Kazan.

L'icona della Madre di Dio di Kazan, secondo gli esperti, si farebbe risalire al secolo XIII. Maria vi è ritratta a mezzo busto con il volto reclinato verso il Bambino, che si regge in piedi sulle ginocchia della Madre e benedice con la mano destra. Venuta da Costantinopoli, la sacra icona sarebbe stata posta in un monastero di Kazan, dal quale scomparve nel 1209, durante l'invasione dei Tartari. Dopo che lo zar Ivan il Terribile nel 1552 rioccupò il vasto territorio, gran parte della città di Kazan fu bruciata da uno spaventoso incendio. Fu allora che la Madre di Dio apparve tre volte ad una ragazza di dieci anni, Matrëna (Matrona), per invitarla a ricercare sotto le macerie di una casa distrutta una sua icona, nascostavi da alcuni fedeli durante la dominazione tartara. La ragazza non fu creduta, né dall'arcivescovo, né dal clero, né dai governanti, per cui, sola con la madre, cominciò a scavare la terra nel luogo indicato fino a che non fu trovata l'icona, avvolta da vecchi cenci, assolutamente intatta e come irradiata di luce. Era l'8 luglio 1579. La notizia si diffuse presto nella città e l'arcivescovo stesso si recò sul luogo della scoperta, poi, in una processione solenne, trasportò l'icona nella vicina chiesa di S. Nicola. Nel giorno del "ritrovamento" due ciechi, Giuseppe e Nikita, ricuperarono la vista. In seguito, gli zar Ivan IV il Terribile, Fedor Ivanoviç e Caterina II innalzarono chiese sontuose in onore della Vergine di Kazan. L'importanza dell'icona prodigiosa veniva riconosciuta da tutta la Russia, soprattutto nei momenti più difficili della sua storia. Nel 1612, allorché Mosca era assediata dai rivoltosi, i soldati presero con sé la venerata icona come "Bandiera di vittoria", "Liberatrice della Russia" e il 27 novembre liberarono la città. Parimenti Pietro il Grande, nel 1709, prima di sferrare la battaglia decisiva contro le truppe di Carlo XII di Svezia, trascorse tre giorni di digiuno e di preghiera davanti a questa immagine con tutto il suo esercito. Fu ancora all'intercessione di Nostra Signora di Kazan che fu attribuita la disfatta delle armate napoleoniche, iniziata il 22 ottobre 1812, giorno di una delle tre feste annuali dell'icona.
MADONNA DI KAZANSfortunatamente, nella notte del 29 giugno 1904, la sacra icona, ricca di ori e di brillanti, venerata dal 1721 nella cattedrale di Kazan a San Pietroburgo, fu rubata e da allora non se n'è saputo più nulla. Qualcuno ha scritto che "per vie ancora ignote, è arrivata a Fatima, dove è custodita dall'Armata Azzurra". Sta di fatto, che dietro la basilica portoghese di Fatima, s'innalza una cappella di rito bizantino del centro dell'Armata Azzurra", dove il 21 luglio 1970 fu portata processionalmente dal vescovo di Leiria la miracolosa icona e là sistemata il 26 luglio seguente, in attesa che possa un giorno ritornare al suo santuario di Russia. A favore della sua autenticità un autore ha avanzato un'ipotesi accettabile. Quando nel 1923 la basilica di Kazan a San Pietroburgo fu trasformata in "Museo della storia delle Religioni", fu messo all'asta tutto quel che conteneva, non esclusa l'icona miracolosa, che andò a finire prima in Polonia, poi in Inghilterra, finché nel 1960 non fu acquistata da alcuni americani e dal centro dell'"Armata Azzurra", che le fece raggiungere Fatima, legata alla Russia per l'apparizione del 1917 ai tre pastorelli. Nel 1993 è stata regalata al papa, che la custodisce nel suo appartamento in Vaticano. Nella sua ultima visita al Papa nel novembre scorso, il presidente russo Vladimir Putin l’ha anche baciata. Giovanni Paolo II ha sempre atteso l’occasione per restituire l’icona alla venerazione del popolo russo. Non vi è dubbio: quello del 28 agosto 2004 è uno dei più importanti eventi nella storia delle relazioni fra la chiesa cattolica di Roma e la chiesa ortodossa russa: il papa ha consegnato l’icona di Kazan nelle mani del patriarca Alessio II.

Di fronte alla cattedrale si ergono le statue dei generali Kutuzov (la cui tomba è nella Chiesa) e Barclay de Tolly, nel 1812 comandanti dell'esercito imperiale.
Il generale Kutuzov sarà l’artefice della sconfitta francese. Era stato sconfitto da Napoleone ad Austerliz, ma gli venne affidato il comando della I Armata durante l’invasione napoleonica della Russia. Affrontò i Francesi a Borodino, sconfiggendoli a Smolensk e incalzandoli nella loro tragica ritirata fino alla Beresina (1812). Il suo nome restò legato alla tattica di disimpegno e della terra bruciata che gli permise di annientare la Grande armée senza uno scontro diretto. Il generale russo Kutuzov punta sulla vastità del paese e decide una difesa elastica, evitando battaglie decisive e portando i francesi sempre più all'interno. La sua tecnica della terra bruciata non permette ai francesi di trovare viveri e rifornimenti. Napoleone riesce a conquistare Mosca, ma quando egli arriva la capitale è ormai rasa al suolo. Inizia per l'esercito francese una disastrosa ritirata, molti soldati si consegnano ai russi, mentre il gelo e le guerriglie di Kutuzov decimano il resto dei militari francesi.

 

www.kazansky.ru
Nevskij Prospekt
Ingresso libero
Orario di apertura 11-19
Funzioni alle 9 e alle 18.

 

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